Published On: Marzo 26th, 20242,9 min read287 wordsViews: 128Tags: , ,
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Si riporta di seguito l’articolo apparso su Il Piccolo di Alessandria.

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Maker Lab: quando si impara anche attraverso la creatività. Uno di quei casi virtuosi, di quando si parla di didattiche innovative: ce lo racconta Estefany Chavez, educatrice dell’Oratorio salesiano Don Bosco, responsabile del percorso:

“Si è conclusa pochi giorni fa con una mostra finale la seconda edizione del progetto, finanziato da Unicredit. Gli alunni hanno esposto ai loro compagni le abilità apprese e i giochi che hanno creato”.

Come funziona

Progetto al quale, con l’Oratorio, hanno partecipato diversi ragazzi dell’IC Carducci-Vochieri. Selezionati dai loro insegnanti, tra le classi della scuola media sono stati scelti 9 studenti, dei quali però solo 7 hanno portato a termine il percorso.

Il criterio, quello di uno sviluppo positivo che potesse concorrere al miglioramento delle prestazioni scolastiche e della socialità.

E anche i gusti dei ragazzini: sono stati prediletti quei “piccoli scienziati” che già dalla scuola media avvisavano interessi verso le discipline STEM.

Il percorso? Una serie di incontri, durante i quali il gruppo di alunni ha creato e progettato diversi giochi. Il tutto con l’ausilio delle due stampanti 3D messe a disposizione dal Don Bosco, una a resina e l’altra a plastica.

I risultati

La seconda edizione è stata una conferma:

“In cerca di un’esperienza che potesse aiutare gli alunni nelle loro prestazioni didattiche, abbiamo trovato ciò che cercavamo – le parole di Chavez – E adesso aspettiamo la terza: il protocollo d’intesa dura fino al 2025”.

E sono contenti anche gli studenti:

“Con varie verifiche (ma senza voti!) abbiamo notato progressi da parte dei giovani: miglioramenti sul versante relazionale e una maggior apertura verso gli ambienti esterni. E loro stessi ne sono usciti contenti, e arricchiti da rapporti nuovi”.

-Riccardo La Grotta