Published On: Maggio 26th, 20263,5 min read352 wordsViews: 484Tags: , , ,
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Si pubblica di seguito l’articolo apparso su La Stampa.

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Chissà se a Simona quei colori del Centro sarebbero piaciuti.

Azzurro e bianco come il cielo ammantato da qualche nuvola dove Simona Monticone e suo padre Massimiliano amavano volteggiare su un ultraleggero, fino a quel tragico 30 agosto del 2025 quando l’aereo si schiantò nel Vercellese rubando le loro giovani vite. Aveva 18 anni Simona, 49 il padre. Da ieri entrambi rivivono in qualche modo grazie all’inaugurazione del salone ristrutturato al Centro Don Bosco della parrocchia Giuseppe Artigiano del quartiere Cristo, ad Alessandria, dove Simona teneva un corso di danza a bambine delle materne ed elementari.

«Ora la memoria di Simo e Massi si fa quotidianità – recita una targa del locale – tra gioco, studio, incontro, danza e preghiera. Un frutto del tempo vissuto insieme che non appassisce e continuerà a germogliare nelle attività dei ragazzi che entreranno in questo salone perché il loro sorriso continui ad abitare questo luogo».

Il parroco Mauro Mergola ha spiegato:

«Il progetto Danziamo con Simona – dice il sacerdote – continua a distanza di nove mesi da quel tragico incidente, per far rivivere ciò che Simona aveva creato col suo impegno fino al 29 agosto scorso, il giorno prima di morire. Sorrideva volentieri Simona, coinvolgendo una quindicina di bambine nel suo corso per insegnare loro la danza, quel linguaggio universale che unisce tutti sulle note musicali. Dietro il suo ricordo quello altrettanto positivo di Massimiliano, attivissimo nel sostenere la vita dell’oratorio e della chiesa».

Un’eredità lasciata a una comunità che il 12 settembre scorso aveva affollato le navate della chiesa nell’ultimo saluto.

«Questa inaugurazione è una sorta di trapianto di cuore come quando si lascia un organo del proprio corpo perché altri continuino a vivere – dice don Mergola – e qui pare di risentire il sorriso di Simo e Massi».

Tutto nuovo, dal bel pavimento in legno ai grandi specchi.

«Sono stati raccolti 16 mila euro, poi ne sono arrivati altri 10 mila da un’azienda del territorio e 4 mila sono stati donati dalla famiglia Monticone, ma due imprese locali, la Pauloucci e la Fusaro hanno offerto gratuitamente il loro lavoro per completare la ristrutturazione».